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Enrico
Arcelli:
"COME CALCOLARE LA FREQUENZA CARDIACA MASSIMA".
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Enrico
Arcelli per Novararunning, gennaio 2008: la frequenza cardiaca
massima.
In un corridore del mezzofondo o del fondo, il dato della frequenza
cardiaca massima non fornisce informazioni direttamente sfruttabili
per l'allenamento, ma in qualche caso può essere utile.
Talvolta serve, per esempio, per identificare la velocità
di deflessione nel test di Conconi (si veda l'articolo nel quale
se ne parla); non sempre, infatti, è facile identificare
il punto esatto nel quale nel grafico si passa dalla parte rettilinea
a quella curvilinea; può essere d'aiuto il fatto di sapere
che esso è situato 10-15 battiti/minuto sotto la frequenza
cardiaca massima. Quest'ultimo valore, inoltre, è sempre
necessario tutte le volte che si vuole determinare la velocità
aerobica massima e il massimo consumo di ossigeno con un test
del quale si parlerà in un altro articolo. Avere il cuore
che riesce a raggiungere un numero di pulsazioni molto alto, ad
ogni modo, è un vantaggio, nel senso che - semplificando
un po' le cose - per ogni battito per minuto in più, a
parità di tutto il resto (in particolare a parità
di "gettata pulsatoria", vale a dire di sangue espulso
per ogni battito dal ventricolo sinistro), il cuore "pompa"
una quantità maggiore di sangue e, dunque, fa arrivare
più ossigeno ai muscoli impegnati nella corsa. A quanto
si sa, non esiste la possibilità di influire in nessuna
maniera su tale valore, tanto meno attraverso una qualsiasi metodica
di allenamento.
Il
valore della frequenza cardiaca massima di un dato individuo tende
a scendere con l'aumentare dell'età e può essere
calcolato teoricamente con alcune formule. La più conosciuta
è la formula di M.J. Karvonen,
secondo la quale, essendo l'età espressa in anni, si ha:
frequenza
cardiaca massima (battiti/min) = 220 - età
In
base a tale formula, dunque, un individuo di 20 anni raggiunge
come massimo i 200 battiti del cuore per minuto. Si tratta, in
ogni caso, di valori medi; il singolo soggetto di 20 anni, dunque,
può anche avere una frequenza cardiaca massima di alcuni
battiti sopra o sotto i 200.
Più
recente è la formula di H. Tanaka, in base alla quale la
frequenza cardiaca massima è data da:
frequenza
cardiaca massima (battiti/min) = 208 - (0,7 x età)
La formula di Karvonen è
più semplice; quella di Tanaka leggermente più complessa,
ma più precisa. Come si può vedere dalla tabella
1., entrambe le formule danno un valore di 180 battiti/min per
un soggetto di 40 anni; al di sotto di tale età, però,
quella di Tanaka fornisce valori di alcuni battiti più
bassi; al di sopra di essa, al contrario, dà valori un
po' più alti.
Tabella 1. - Valori di frequenza
cardiaca massima in battiti per minuto, in funzione dell'età,
calcolati con la formula di Karvonen e con la formula di Tanaka.
Si tenga presente che, in ogni caso, tali valori rappresentano
un valore medio e che essi, in un singolo individuo, possono essere
superiori o inferiori anche di alcuni battiti rispetto a quelli
reali.
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Età
Frequenza cardiaca massima (batt/min)
|
| (anni) |
Karvonen |
Tanaka |
| 20 |
200 |
194 |
| 25 |
195 |
190,5 |
| 30 |
190 |
187 |
| 35 |
185 |
183,5 |
| 40 |
180 |
180 |
| 45 |
175 |
176,5 |
| 50 |
170 |
173 |
| 55 |
165 |
169,5 |
| 60 |
160 |
166 |
| 65 |
155 |
162,5 |
| 70 |
150 |
159 |
Si
è detto che, ad ogni modo, i dati così calcolati
possono allontanarsi anche di alcuni battiti/minuto (in qualche
caso anche di vari) da quelli effettivi. Com'è possibile
determinare il valore reale della frequenza cardiaca massima in
un dato corridore?
Si
deve correre indossando il cardiofrequenzimetro e, aumentando
a poco a poco la velocità di corsa, per esempio ogni 20-30
secondi, si devono dapprima far crescere progressivamente le pulsazioni.
Poi, quando si è già a valori piuttosto elevati,
si deve compiere il "fuori-tutto", ovvero si deve percorrere
un tratto al massimo delle proprie possibilità. Se, in
particolare, si sta facendo il test di Conconi su una pista d'atletica,
si cerca di correre nel minor tempo di cui si è capaci
l'ultimo tratto di 200 metri. Oppure, se si corre in natura, si
deve fare riferimento ad una salita di almeno 60-80 metri con
una discreta pendenza; ci si scalda a bassa velocità di
corsa e poi, mano a mano che ci si avvicina ad essa, si accresce
un po' l'andatura. E, infine, si dà tutto nel tratto in
salita. Il valore più alto che si legge sul cardiofrequenzimetro
è quello della frequenza cardiaca massima o, nel peggiore
dei casi, è molto vicino ad esso.
(Enrico Arcelli)
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